Runvinata

Runvinata è il nome di una skyrace che si tiene normalmente nei primi caldi giorni di settembre, caratterizzata da 3 percorsi di 4.5, 7.5 e 13.5 km: il più lungo (rosso) tocca la vetta del monte Magnodeno a 1200m, salendo dal versante lecchese.

La partenza avviene in zona Caleotto/Centro Meridiane per dirigersi verso il rione Belledo, attraversandolo. Lasciando sulla destra la Fiocchi munizioni, si imbocca una stretta strada tra case e quindi il sentiero per Carbonera, a destra di una nicchia mariana; seguendo la traccia 28 si giunge ad una roccia (sasso del Sisto) che emula una sorta di portale, dopo il quale si svolta a sinistra.

E qui la salita si fa subito ripida, per ricordare a chi vuole proseguire che 1000 m di dislivello in 6km non sono un vertical ma di certo nemmeno una tranquilla passeggiata. Il cartello caduta massi ci ricorda quanto siano fragili i nostri territori e quanta attenzione dobbiamo porre nel percorrerne i sentieri.

Al km 2 si trova il primo dei tabelloni che indicano la via da seguire: si abbandona il sentiero per seguire la strada sterrata usata dai mezzi che raggiungono le cave della zona fino ad incrociare il sentiero Rotary (la traccia tra Somasca e Versasio), che andrà seguito superando un ponticello. Si giunge ad una spianata con un verde prato dominato da una deliziosa casetta. Svoltando a destra e attraversata la piana, si entra nella gola di Neguggio, che conduce a delle case, appena oltre le quali, svoltando a destra, si prende la mulattiera che porta verso la fontana Marietta e l’agriturismo Ponte tenaglia. Qui si deve svoltare nuovamente a destra in modo secco per ritornare a salire verso il segnavia del km 4.

Dai 460m di Neguggio si sale agli oltre 650 di Campo dei Boi, sbucando tra le case che lì si trovano e che scoprono scorci mozzafiato sul Resegone. Notevole, specie nei giorni caldi, la presenza di una bella fontanella intagliata nel legno. Lasciato il bel prato, si segue la strada sterrata che porta verso la colonia fino alla chiesetta che si vede sulla sinistra. Entrati nel nucleo del paesello, si vede tra le case il sentiero che da inizio alla salita al Magnodeno. E qui la via (Direttissima al Magnodeno) si fa ripida: anche i grandi esperti devono tenere gli occhi aperti perché il pericolo è su ogni balzo, su ogni appoggio.

In un paio di kilometri si sale rapidamente ai 1200 metri della vetta, lasciando una baita sulla sinistra ai 1000m di quota. Non c’è più possibilità di abbeverarsi in questo tratto. Il tratto che conduce al piccolo rifugio è scosceso e in cresta ma attrezzato da catene che aiutano a rendere più sicuro il passo.

Il percorso della skyrace prevede una breve discesa verso Maggianico e poi un taglio appena sotto la vetta per ritornare verso nord e scendere quindi di nuovo verso valle, fino a località “I Grassi”. Qui si incontra un primo bivio. Si può ritornare in città attraverso più itinerari: se si segue il percorso di gara si scende lungo i sentiero didattico CAI, si torna alla fontanella di Campo dei boi, poi, raggiunta la colonia, si scende verso la Madonna della Rovinata e poi all’oratorio di Germaedo.

Se invece al bivio si decide di rimanere in quota, si attraversa la vallata fino al rifugio Stoppani seguendo il segnavia 25A, che incrocia il sentiero 1b nella ormai a noi nota “vendita di tisane“.

Da qui si ritorna in città lungo la comoda mulattiera del segnavia 1, la strada maestra che porta al Resegone.

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Pubblicato da Stefano

The pResident

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